Martedì 1 settembre 2026 CONTRABBANDO, USATO E ONDATA ASIATICA: L'AMERICA LATINA DELLE CALZATURE CERCA UNA RISPOSTA COMUNE

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CONTRABBANDO, USATO E ONDATA ASIATICA: L'AMERICA LATINA DELLE CALZATURE CERCA UNA RISPOSTA COMUNE

A Expo Riva Schuh e Gardabags, dodici associazioni nazionali riunite da ACCAL hanno indicato gli stessi ostacoli: contrabbando, contraffazione, smercio di calzature usate e import asiatico dirottato dalla guerra dei dazi. Le risposte sul tavolo: un mercato comune regionale, l'accordo UE-Mercosur come porta d'ingresso in Europa e una produzione che punta su pelle, specializzazione e piccoli lotti.

 

«Non ci portiamo a casa soluzioni concrete. Ma un'agenda sì.» Daniel Risafi, coordinatore di ACCAL - Agrupación de Cámaras de Calzados de América Latina, chiude così il LATAM Footwear Leaders Summit del 13 giugno 2026, ospitato da Expo Riva Schuh e Gardabags. Dodici associazioni nazionali hanno messo in fila i problemi e iniziato a discutere sulle possibili soluzioni. Un primo passo che hanno deciso di muovere a Riva del Garda. Hanno scelto l'hub internazionale più importante per il mercato calzaturiero di volume e non solo perché proprio Expo Riva Schuh e Gardabags potrebbero rivelarsi la piattaforma per il rilancio globale delle calzature latinoamericane.


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QUATTRO OSTACOLI COMUNI

La diagnosi è arrivata identica da ogni lato del tavolo: contrabbando, contraffazione, smercio di calzature usate, importazioni asiatiche. William Parrado, vicepresidente esecutivo di ACICAM, ha aggiunto per la Colombia i prezzi bassissimi delle importazioni. Marcos Wong, presidente di GRECALZA, ha indicato per il Guatemala la coppia contrabbando-usato. Jorge Pérez, presidente della camera ecuadoriana CALTU, ha allungato l'elenco con la falsificazione dei marchi e con un problema che da fuori si tende a dimenticare: l'insicurezza interna di alcuni Paesi. Héctor Antonio Ramos, per la salvadoregna ASPCA, ha segnalato che l'apertura ai prodotti asiatici è stata anche una scelta di governo. Ricardo Espinoza, dal Perù, l'ha detta nel modo più diretto possibile: l'ingresso di calzature asiatiche ostacola la crescita del settore.

Perché adesso? La risposta più lucida è arrivata da Arnaldo Ferreira, presidente esecutivo di Abicalçados. La guerra tariffaria fra Stati Uniti e Cina ha ridotto le importazioni statunitensi dall'Asia; la produzione cinese, la più grande del mondo, cerca altri sbocchi e li trova dove il consumo cresce. «L'America Latina, uno dei grandi consumatori di calzature, sta affrontando questo aumento delle importazioni.» Detto altrimenti: la regione non è stata colpita perché debole, ma perché appetibile. Una considerazione da tenere ben presente per strutturare le strategie future.

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CASI PARTICOLARI, LEZIONI GENERALI

Non tutti i Paesi stanno nello stesso punto della curva, e i due estremi meritano attenzione.

Il Cile ha già fatto una scelta in passato. Félix Halcartegaray, FEDECCAL, ha esposto l'aritmetica di un mercato totalmente aperto: dazio zero sui prodotti cinesi, 6% sugli indiani, praticamente zero su europei e latinoamericani. Il risultato è un consuntivo dalle conseguenze evidenti: «L'industria delle calzature contava 35.000 lavoratori e oggi ne ha meno di 2.000.» Oggi in Cile si fa design, ma la produzione si è spostata altrove.

Il Venezuela si dichiara in risalita. Tony Di Benedetto ha portato al summit il primo segnale positivo dopo anni: «Quest'anno abbiamo iniziato a registrare una piccola ripresa. Siamo scesi di parecchio ora si intravedono i primi segnali di crescita.» La leva per migliorare ulteriormente è ripensare il mercato interno del continente.

E poi c'è l'Uruguay che riassume nella sua situazione quella di molti altri Paesi: mano d'opera cara, produzione in calo, lavoro concentrato in nicchie che — parole di Alejandro Biasiolli, presidente della camera uruguaiana — non bastano per considerare il settore in buona salute.

 

LA PORTA EUROPEA

L'accordo Unione Europea-Mercosur è il fatto nuovo che tutti al tavolo hanno preso in esame. Horacio Moschetto, presidente della camera argentina, lo ha definito «un ponte, una legame diretto con i mercati europei che sappiamo essere esigenti»: consumatori disposti a pagare mano d'opera di qualità e valore aggiunto dei materiali, cioè ciò che l'America Latina sa mettere nel prodotto.

Biasiolli ha aggiunto la cautela necessaria: il mercato che si apre è grande in entrambe le direzioni. «Dobbiamo fare in modo che quel mercato diventi permeabile.» Un'apertura funziona solo a fronte di una strategia — e per l'Uruguay questo significa continuare sulla linea già intrapresa: sostenibilità della calzatura e tracciabilità della pelle. Due requisiti che in Europa non sono più opzionali.

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COSA HA DA OFFRIRE L'AMERICA LATINA

Dalla discussione sono emerse due direttrici su cui lavorare per affrontare e superare le difficoltà emerse. La prima è interna: un mercato comune regionale sul modello europeo. Ferreira ha portato l'argomento economico a sostegno di una possibile leadership del continente, ACCAL infatti è il secondo blocco produttore del pianeta e la crescita del PIL attesa nei prossimi due anni supera quella di altre aree.

La seconda direttrice riguarda il prodotto, ed è dove la regione ha qualcosa che agli altri manca. Pelle di qualità, anzitutto: l'Argentina punta sulle gamme alte, l'Ecuador su calzature certificate ISO e INEN e sul binomio design-comfort, il Guatemala sulla rapidità. Il Messico di Juan Carlos Cashat aggiunge la specializzazione — gli stivali western richiestissimi negli Stati Uniti — e un modello industriale che i grandi volumi asiatici non replicano: consegne veloci e lotti minimi ridotti, cioè flessibilità, una caratteristica sempre più richiesta dai clienti internazionali.

Nessuno di questi Paesi vincerà mai una gara sul prezzo. Il punto è che nessuno di loro, ormai, sta più cercando di correrla.

 

Risafi ha chiuso l'incontro con una previsione: «Alle prossime edizioni di Expo Riva Schuh e Gardabags ci vedrete partecipare molto più numerosi, magari con uno stand ACCAL.» E allora, appuntamento alla 106ª edizione di Expo Riva Schuh e Gardabags, 16-19 gennaio 2027. Per uno sguardo ancora più approfondito sul mercato calzaturiero latinoamericano.