All'Innovation Village Retail – decima edizione – le startup raccontano un settore alle prese con la digitalizzazione a tutto campo, per analizzare la calzata, per certificare la catena di fornitura, per sfruttare il 3D in ogni fase di vita del prodotto e per incentivarne la personalizzazione. Un futuro guidato dall'AI che, secondo Alberto Mattiello, è già pronta per rivoluzionare ideazione, produzione e vendita di calzature e borse. L'edizione di giugno della fiera rivana sarà estremamente focalizzata sull'innovazione… con una sorpresa!
Partiamo da alcuni dati che raccontano come l'innovazione sia in generale un focus da cui non si può prescindere.
Secondo il recente rapporto World Footwear, l'adozione dell'AI nelle imprese OCSE è passata dal 6% nel 2020 al 20% nel 2025. Una curva che si impenna proprio negli ultimi due anni, quelli in cui ChatGPT, Claude, Gemini e affini hanno smesso di essere giocattoli per il 'wow' e hanno cominciato a svolgere lavoro vero. Nel calzaturiero, questa curva si traduce in casi concreti. Case history portoghesi mostrano, per esempio, che la sola pianificazione AI-assisted sviluppata da Olifel ha ridotto il ciclo di lavoro da otto ore a una, e ha alzato l'aderenza al programma di produzione dal 50% al 98,5%. ISI prevede di tagliare i tempi di pianificazione del 90%. MIND, grazie al potenziamento della modellazione 3D, comprime di tre quarti il ciclo concept-to-sample.
Non è solo questione di software. A Monsummano Terme (in Italia) – distretto a cui non assoceresti immediatamente l'aggettivo "avanzato" – le aziende calzaturiere che hanno investito in digitalizzazione e automazione hanno registrato aumenti produttivi fino al 30% con riduzione dei costi operativi del 15%.
Al Politecnico di Milano, intanto, Paolo Rocco lavora al "soft handling": robot collaborativi che imparano – grazie a sensori tattili, computer vision e machine learning – a manipolare oggetti deformabili come cavi, tessuti, tomaie. È l'ultimo collo di bottiglia dell'automazione attuale. E sta cedendo.
Il quadro più nitido di dove stiamo andando, però, l'ha disegnato Alberto Mattiello a Orlando (USA), durante il recente congresso NSRA - National Shoe Retailers Association. Mattiello – futurist e membro del Comitato Scientifico di Expo Riva Schuh e Gardabags – ha mappato quattro livelli di intelligenza artificiale che convivono e che stanno riscrivendo le regole del retail di scarpe e borse.
C'è l'AI orizzontale, quella che ormai usiamo quasi tutti. Non più chatbot, ma agenti capaci di navigare il web, compilare moduli, ordinare campioni al posto nostro: Mattiello racconta di aver fatto cercare alla sua AI fornitori di materiali bio originati da funghi. Senza che lui intervenisse un campione gli è stato recapitato in ufficio. C'è, poi, l'AI verticale: cinquantamila strumenti specializzati per problemi precisi, dai contratti al pricing al servizio fotografico generato senza studio di posa. Una terza declinazione AI riguarda il fenomeno del Vibe Coding: chiunque, oggi, può chiedere a una macchina di costruirgli il software di cui ha bisogno, senza scrivere una riga di codice. La quarta è incorporata nei prodotti fisici: dalla lavatrice che capisce il linguaggio naturale alla macchina per lanciare palle da tennis che simula lo stile di Alcaraz.
Dentro questa mappa, due intuizioni meritano una sottolineatura. La prima: l'AI personale. Quando il nostro assistente digitale conoscerà la nostra anamnesi, le nostre preferenze, lo stato del nostro armadio, sarà lui a fare gli acquisti per noi. Mastercard e Visa hanno già predisposto l'infrastruttura perché agenti di Perplexity, ChatGPT e Gemini possano finalizzare un pagamento. McKinsey stima che entro tre anni il "web agentico" muoverà cinque trilioni di dollari. La SEO – ottimizzare i contenuti per i motori di ricerca – lascia il posto al GEO: farsi capire dalle AI che fanno acquisti per conto dei loro umani.
La seconda intuizione: oggi un'azienda calzaturiera o pellettiera può passare da un'idea a un prototipo digitale in pochi minuti. Il time-to-market si comprime, i campionari si riducono, le decisioni si prendono nella stessa stanza dove nascono le idee.
In uno scenario così delineato, i numeri di contesto chiariscono la posta in gioco: 1,3 miliardi di persone usano l'AI ogni giorno, l'obiettivo dichiarato è arrivare a 5 miliardi entro il 2030.
Retail Hub, partner della fiera di Riva del Garda per quanto riguarda il tema innovazione aggiunge ulteriori considerazioni (news sul sito): secondo il report “State of Fashion Technology 2026”, oltre il 75% dei brand moda internazionali considera oggi l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali una priorità strategica per migliorare customer experience, supply chain e sostenibilità. In uno scenario così delineato, le startup rappresentano oggi uno dei principali motori di innovazione del settore. Il Global Startup Ecosystem Report 2025 ha analizzato oltre 5 milioni di startup distribuite in più di 350 ecosistemi internazionali, confermando come innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e sostenibilità siano oggi i principali driver della nuova imprenditorialità globale (in Italia sono più di 12 mila le startup registrate presso il MIMIT).
Lette tutte insieme, queste considerazioni sembrano fantascienza. È qui che entrano in scena Expo Riva Schuh e Gardabags, per riportare l'innovazione nel concreto del business.
L'edizione di giugno 2026 segna la decima dell'Innovation Village Retail e della Startup Competition. Dieci edizioni in 5 anni, quasi 90 startup da 17 Paesi: un osservatorio privilegiato su dove sta andando il settore. E le startup di quest'anno raccontano uno scenario in evoluzione, articolato su cinque assi. Il primo è il 3D senza più scuse: Voxelo (UK) trasforma un video da smartphone in un digital twin pronto per gli usi più svariati; Threedium (Spagna), con Wrkspace AI, genera anch'esso 'gemelli digitali' intelligenti in grado di alimentare ogni aspetto del ciclo di vita del prodotto; Ustyle (Italia) fornisce suggerimenti personalizzati per migliorare la scoperta dei prodotti e incrementare le vendite. Il secondo è la calzata come dato: Sooley (Germania) fa di un iPhone uno scanner 3D del piede; Shoefitr (Olanda) scansiona piedi e scarpe finite e li mette in relazione per prevenire i resi. Il terzo è la personalizzazione di massa: Tailoor (Italia) consente ai brand di produrre e personalizzare on-demand riducendo le scorte; il focus sul made-to-order lo pone anche PlatformE (Portogallo) in grado di digitalizzare l'esperienza dalla creazione del prodotto fino alla distribuzione; Estyl, Like Magic (Italia) digitalizza il camerino con virtual try-on iperrealistici e styling automatizzato per esperienze d'acquisto molto personali. Il quarto asse è il Passaporto Digitale di Prodotto: HALA (Italia) e Circular Solution (Corea del Sud) preparano le aziende alle imminenti normative UE, trasformando la compliance in leva di crescita. Il quinto, trasversale a quasi tutti, è la riduzione dei resi e l'apertura di nuove opportunità di after-sale, dal recommerce al riciclo verificato.
Cinque assi, una conclusione: l'innovazione nel calzaturiero e nella pelletteria non è più solo questione di macchinari e tecnologie. È anche questione di dati, di digitalizzazione, di tracciabilità del prodotto.
Durante la fiera rivana, altre iniziative saranno dedicate all'innovazione. Durante il Market Focus Europa, APICCAPS presenterà i risultati del progetto FAIST – il consorzio portoghese da 50 milioni di euro che sta portando l'AI e non solo dal pilot alla produzione nelle fabbriche. Un riferimento utile per tutti.
E poi, naturalmente, "One more thing". Expo Riva Schuh e Gardabags hanno pensato, per la prossima edizione, a una sorpresa che intreccia comunicazione e innovazione: una selezione di prodotti degli espositori sarà messa in scena in modo assolutamente inedito. Non anticipiamo altro, ma sarà un'occasione da non perdere per chi ama il prodotto, l'innovazione, e guarda al futuro.
Concludiamo tornando a un concetto caro a Mattiello: ogni AI che stiamo usando oggi è, per definizione, la peggiore che useremo mai. Domani sarà già un passo più avanti.
Il futuro delle scarpe e delle borse, quindi, non è ancora completamente a fuoco. Ma il sapore di innovazione è decisamente nell'aria.
